Ospedale Psichiatrico di Teramo
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L'Ospedale Psichiatrico di Teramo, intitolato a Sant'Antonio Abate, è stato uno dei più grandi e noti manicomi del centro-sud d'Italia e d'Europa. 675 anni visse questo celebre ospizio di Sant'Antonio Abate, di cui 117 come Ospedale Psichiatrico: iniziata nel 1323, la storia di questo glorioso Ospedale si è chiusa definitivamente il 31 marzo 1998.

Ospedale di Sant'Antonio Abate (1323), Congregazione di carità (1862), Ospedali ed istituti riuniti (1937): queste sono state difatti le tre denominazioni storiche assunte dall'assistenza sociale e sanitaria a Teramo, nell'arco di quasi sette secoli, attraverso i quali è giunta sino ai giorni nostri, senza soluzione di continuità, con l'attuale Azienda sanitaria locale.

 

Il complesso ospedaliero di Sant'Antonio Abate, sito a Porta Melatina, è stato peraltro il rappresentante principale di questo illustre e nobile sistema assistenziale. Non c'é nessun altro edificio a Teramo, tra quelli a destinazione civile, che abbia saputo e che riesca ancora a raccontare la storia, la società, i sorrisi, le lacrime, le passioni, le gioie e i dolori di secoli e secoli di vite umane che sono passate tra quelle mura.

 

Quelle mura, che con la vicina Cattedrale, con il Teatro Romano e con le più rilevanti testimonianze del vissuto storico del territorio aprutino costituiscono, oggi come allora, il cuore stesso della Città, non nacquero come Ospedale Psichiatrico, ma come ospizio di ricovero e cura dei bisognosi e degli indigenti. Divennero poi ospedale civile e, nel 1881, negli anni del grande internamento manicomiale, ospitarono esclusivamente i pazienti affetti da disturbi psichici.

 

Passando nei pressi di quegli storici edifici, non si può non provare ancora oggi un imprescindibile, doveroso, fondamentale rispetto verso mura e locali che, sino ai giorni nostri, hanno ospitato secoli di vita. Non si costruisce il futuro se non si conosce, e non si rispetta, il proprio passato. Soprattutto se così nobile. Questa Città ne sia sempre memore.

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© Antonella Cicioni, Nicola D'Anselmo, Anna De Carolis, Roberto Di Donato, Luigi Ippoliti, Fabrizio Primoli - Tutti i diritti sono riservati. La riproduzione dei testi e delle immagini è consentita solo previa citazione.